Studio Pleiadi srl http://www.studiopleiadi.it Studio Pleiadi Blog en-us 40 Webmeeting 17 Giugno: Adesso facciamo sul SEO! video e slide disponibili per il download http://www.studiopleiadi.it/strategie-seo http://www.studiopleiadi.it/strategie-seo Thu, 17 Jun 2010 12:00:00 GMT <span class="Apple-style-span">Avete seguito il nostro webmeeting sul SEO? Ci auguriamo che la nostra breve chiacchierata sulle strategie SEO sia stata utile ed interessante. Qui sotto trovate tutte le slide che hanno illustrato il seminario: Nell'area&nbsp;<a href="it/download" title="Download - Studio Pleiadi" target="_self"><strong>documenti</strong></a>&nbsp;del nostro sito</span><span class="Apple-style-span"> sono gi&agrave; disponibili per il download il pdf della presentazione e il video, completo di commento audio</span>.<br /><br /> <object data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=facciamosulseo-100617090138-phpapp01&amp;stripped_title=facciamo-sul-seo" height="355" id="__sse4526376" type="application/x-shockwave-flash" width="425"> <param name="data" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=facciamosulseo-100617090138-phpapp01&amp;stripped_title=facciamo-sul-seo" /> <param name="allowFullScreen" value="true" /> <param name="allowScriptAccess" value="always" /> <param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=facciamosulseo-100617090138-phpapp01&amp;stripped_title=facciamo-sul-seo" /> <param name="name" value="__sse4526376" /> <param name="allowfullscreen" value="true" /> </object> <br /><span class="Apple-style-span"><br />Vi invitiamo a commentare questo post dandoci le vostre impressioni sul webmeeting e sugli argomenti trattati; se poi avete domande o curiosit&agrave; sui temi trattati, inviatele nei commenti o all'indirizzo email&nbsp;<strong><a href="mailto:marketing@studiopleiadi.it">marketing@studiopleiadi.it</a></strong>, e riceverete immediatamente una risposta.&nbsp;<br /><br />Se vi abbiamo incuriosito o volete conoscerci meglio, nella pagina&nbsp;<strong><a href="it/contacts" title="Contatti - Studio Pleiadi" target="_self">contatti</a></strong>&nbsp;di questo sito trovate tutte le informazioni per chiamarci o venirci a trovare.&nbsp;<br /><br />Grazie a tutti e arrivederci al prossimo evento Studio Pleiadi!</span> <div></div> The Oatmeal presenta: Otto siti web da NON progettare http://www.studiopleiadi.it/oatmeal-8-siti http://www.studiopleiadi.it/oatmeal-8-siti Tue, 25 May 2010 12:00:00 GMT <a href="http://theoatmeal.com" title="The Oatmeal" target="_blank">The Oatmeal</a>, sito umoristico made in Usa improntato alla satira su internet e tecnologia, spesso regala ai suoi lettori vere e proprie perle di saggezza sul mondo del web. Qualche giorno fa ha pubblicato <a href="http://theoatmeal.com/comics/websites_stop" title="8 websites you need to stop building" target="_blank">l'illustrazione</a>&nbsp;<strong>"8 websites you need to stop building"</strong> <em>(Otto siti web che devi smettere di costruire)</em>, che dietro un velo di ironia rivela parecchie verit&agrave;. Quali sono, secondo Oatmeal, i siti sui quali agenzie e sviluppatori dovrebbero evitare di investire tempo e risorse? Ecco un piccolo e illuminante estratto dei contenuti dell'immagine (<a href="http://theoatmeal.com/comics/websites_stop" title="8 websites you need to stop building" target="_blank">qui</a> l'originale)<br /> <br /> <strong>1. Siti che mi fanno sapere cosa stanno facendo i miei amici</strong><br /> Inutile aggiungere qualcosa. Twitter domina il campo. Pensate a qualcos'altro.<br /> <br /> <strong>2. Siti il cui unico obiettivo &egrave; quello di condividere cose</strong><br /> <em>"Ho trovato un video divertentissimo e vorrei farlo vedere ai miei amici, ma come posso fare? Certo, potrei usare Facebook, Twitter, e-mail, Plurk, Gtalk, MySpace, Tumblr, Messenger... ma non sono adatti! Mi serve qualcos'altro!"</em><br /> <br /> <strong>3. Cloni di Digg e Reddit</strong><br /><a href="http://digg.com/" title="Digg" target="_blank"> Digg</a> e <a href="http://it.reddit.com/" title="Reddit" target="_blank">Reddit</a> sono siti di "social news" il cui scopo &egrave; condividere e votare notizie provenienti da altri siti o portali di informazione (in Italia <a href="http://oknotizie.virgilio.it/" title="OkNotizie" target="_blank">OkNotizie</a> segue la stessa logica). Ma la rete &egrave; gi&agrave; satura di simili aggregatori, e il meccanismo di rating popolare ormai abusato (e non &egrave; certo indice attendibile dell'autorevolezza o dell'importanza delle notizie).<br /> <br /> <strong>4. Siti web in cui &egrave; necessario il login per lasciare un commento</strong><br /> <em>"Anche se vuoi fare una sola, semplicissima azione e poi andartene da questo sito per non tornarci pi&ugrave;, noi vogliamo a tutti i costi che tu crei un account. Sappiamo che con ogni probabilit&agrave; sei gi&agrave; registrato a migliaia di siti web con account che non utilizzi mai, quindi perch&eacute; non aggiungerne un altro?"</em><br /> <br /> <strong>5. Siti sui social media</strong><br /> "Benvenuto sul mio blog dedicato ai social media! Qui parler&ograve; di concetti inconsistenti come costruzione di una community e conversazioni online..."<br /> <br /> <strong>6. Il nuovo Facebook</strong><br /><em> "Facebook fa schifo! Posso fare un sito social migliore. Tutto quel che mi serve &egrave; qualcuno che lo progetti, lo programmi, lo ospiti, lo lanci, lo gestisca e lo promuova</em>".<br /> Non lasciarsi tentare dall'idea di "fare un sito" migliore di quelli che esistono gi&agrave;, con l'obiettivo di soppiantarlo: la rete non funziona cos&igrave;. Il nuovo Facebook esiste gi&agrave;, ed &egrave; sempre Facebook, finch&eacute; non ci sar&agrave; qualcosa di nuovo in grado di alzare il livello dell. Oggi la vera strategia &egrave; negli strumenti di integrazione e connessione con i media esistenti, non nel lancio di nuove piattaforme che si propongono di sostituire le vecchie. In rete i progetti di successo hanno sempre guardato avanti, senza clonare o fare il verso a qualcosa che esisteva gi&agrave;.<br /> <br /> <strong>7. Siti con intro in Flash</strong><br /> L'introduzione in Flash equivale, nella vita reale, alla figura di un esercente che si para davanti all'ingresso del suo negozio e dice: <em>"Ciao, benvenuti alla drogheria di Jim! Prima di farvi entrare nel negozio, bloccher&ograve; l'entrata per intrattenervi ballando e cantanto canzoni a proposito delle offerte di oggi"</em>. Non il modo migliore di accogliere un potenziale cliente, no?<br /> <br /> <strong>8. Siti con look "Web 2.0".</strong><br /> <em>"Piuttosto che innovare architettura e contenuti, meglio fare una scorpacciata di icone grandi, pulsanti con effetti di riflessione, tagcloud e altre amenit&agrave;, ed ecco servito il vostro nuovo sito duepuntozero!"</em> <br /> <br /> * * *<br /> <br /> Che dire? Molte volte, &egrave; l'ironia il modo pi&ugrave; giusto per evidenziare come certe cose abbiano fatto il loro tempo. Webmeeting giugno 2010: stavolta facciamo sul SEO http://www.studiopleiadi.it/webmeeting-facciamo-sul-seo http://www.studiopleiadi.it/webmeeting-facciamo-sul-seo Thu, 13 May 2010 12:00:00 GMT Ringraziandovi nuovamente per la partecipazione al <a href="http://www.studiopleiadi.it/wm2" title="Webmeeting aprile 2010" target="_self">webmeeting</a> dello scorso 28 aprile su conversazioni online e strategie di comunicazione azienda-cliente (e invitandovi nuovamente a scaricare i materiali relativi al seminario, qualora vi interessassero, nella nostra <a href="http://www.studiopleiadi.it/it/download" title="Documenti - Studio Pleiadi" target="_self">area download</a>) vi invitiamo fin da ora a tenervi liberi per <strong>gioved&igrave; 10 giugno</strong>, data prevista per il prossimo webmeeting Studio Pleiadi, dedicato a un argomento che siamo certi interesser&agrave; a molti: SEO e posizionamento naturale dei siti internet.<br /><br /> I webmeeting Pleiadi non vanno in vacanza e affrontano un tema molto caro alle aziende, e in generale a chiunque gestisca un sito web: consigli per agevolare l'ottimizzazione delle pagine, falsi miti, errori da evitare e strategie da adottare per aiutare le vostre pagine web a fare amicizia con i motori di ricerca. <br /><br />Per iscrivervi al webmeeting &egrave; sufficiente&nbsp;<a href="http://www.studiopleiadi.it/it/seminario" title="seminario" target="_self">cliccare qui</a>, fornendo pochi semplici dati: come sempre, la partecipazione &egrave; gratuita e non necessita di installazione di alcun tipo. Basta collegarsi al link che vi sar&agrave; fornito e potrete seguire la conferenza direttamente dal vostro browser.<br /><br />Vi invitiamo a restare sintonizzati su queste pagine e a iscrivervi, se gi&agrave; non lo siete, alla nostra <a href="http://www.studiopleiadi.it/it/home?op=auth;method=createAccount&amp;returnUrl=" title="Pleiadi newsletter" target="_self">newsletter</a> per essere sempre aggiornati su iniziative ed eventi targati Studio Pleiadi. A presto! Expo 2010: inaugurato lo stand della città di Bologna http://www.studiopleiadi.it/expo-2010-stand-bologna http://www.studiopleiadi.it/expo-2010-stand-bologna Thu, 13 May 2010 12:00:00 GMT Lo scorso 2 maggio, a Shanghai, &egrave; stato inaugurato lo stand dell'Expo 2010 dedicato alla citt&agrave; di Bologna, alla presenza di numerosi esponenti di cultura e istituzioni locali.<br /><br /> Fondata sul motto <em>"Better city, better life"</em>, l'edizione 2010 di Expo d&agrave; spazio a 45 citt&agrave; mondiali: sono le cosiddette <em>Liveable city</em>, giudicate meritevoli per vivibilit&agrave;, benessere e modernit&agrave;. Tra esse &egrave; stata selezionata anche Bologna, la cui candidatura &egrave; stata sostenuta dall'Unesco: la citt&agrave; &egrave; stata scelta in base a quattro caratteristiche: cultura e creativit&agrave;, innovazione tecnologica, inclusione sociale, trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali. Lo stand della citt&agrave; di Bologna, completamente eco-oriented e votato alla sostenibilit&agrave; ambientale, ha ricevuto il plauso delle istituzioni italiane e cinesi.<br /><br /> Studio Pleiadi ha avuto un ruolo chiave nella promozione della citt&agrave; curando il sito ufficiale <a href="http://www.bolognaexpo2010.it/" title="Bologna Shanghai Expo 2010" target="_blank">Bologna Shangai World Expo 2010</a>, dove sono presentate tutte le iniziative e i materiali relativi alla partecipazione del capoluogo emiliano alla manifestazione. Inoltre, tramite <a href="http://www.yixingdesign.com/" title="Yixing" target="_blank">Yixing</a>, ci siamo occupati della promozione sul territorio cinese dell'evento relativo all'inaugurazione, a livello di pr e ufficio stampa, aiutando Bologna ad accrescere la sua visibilit&agrave; internazionale. Il lavoro di Yixing ha garantito vasta copertura mediatica all'evento, coinvolgendo tre reti televisive, stampa e informazione online, portando un folto pubblico locale ad assistere all'inaugurazione.<br /><br /> Il sito comprende alcuni video dell'inaugurazione, oltre al filmato istituzionale Bologna Expo, e tutte le immagini relative all'evento.<br /><br /> <a href="http://www.bolognaexpo2010.it/" title="Bologna Shanghai Expo 2010" target="_blank">Bologna Shanghai World Expo 2010 - sito web</a> Webmeeting 28 aprile: video e slide disponibili per il download http://www.studiopleiadi.it/wm2 http://www.studiopleiadi.it/wm2 Wed, 28 Apr 2010 12:00:00 GMT Avete seguito il nostro webmeeting sulla comunicazione in rete? Ci auguriamo che la nostra breve chiacchierata sulle dinamiche "social" e le conversazioni online sia stata interessante e costruttiva. Qui sotto trovate tutte le slide che hanno illustrato il seminario: Nell'area <a href="http://www.studiopleiadi.it/it/download" title="Download - Studio Pleiadi" target="_self"><strong>documenti</strong></a> del nostro sito sono gi&agrave; disponibili per il download il pdf della presentazione e il video, completo di commento audio.<br /><br /> <div id="__ss_3882871"> <object data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pleiadiwebmeeting-100428065412-phpapp02&amp;stripped_title=essere-o-non-essere-social" height="355" id="__sse3882871" type="application/x-shockwave-flash" width="425"> <param name="data" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pleiadiwebmeeting-100428065412-phpapp02&amp;stripped_title=essere-o-non-essere-social" /> <param name="allowFullScreen" value="true" /> <param name="allowScriptAccess" value="always" /> <param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pleiadiwebmeeting-100428065412-phpapp02&amp;stripped_title=essere-o-non-essere-social" /> <param name="name" value="__sse3882871" /> <param name="allowfullscreen" value="true" /> </object> </div> <br /> Vi invitiamo a commentare questo post dandoci le vostre impressioni sul webmeeting e sugli argomenti trattati; se poi avete domande o curiosit&agrave; sui temi trattati, inviatele nei commenti o all'indirizzo email&nbsp;<strong><a href="mailto:marketing@studiopleiadi.it">marketing@studiopleiadi.it</a></strong>, e riceverete immediatamente una risposta. <br /><br /> Se vi abbiamo incuriosito o volete conoscerci meglio, nella pagina&nbsp;<strong><a href="http://www.studiopleiadi.it/it/contacts" title="Contatti - Studio Pleiadi" target="_self">contatti</a></strong> di questo sito trovate tutte le informazioni per chiamarci o venirci a trovare. <br /><br />Grazie a tutti e arrivederci al prossimo evento Studio Pleiadi! Dieci domande per valutare il vostro sito aziendale http://www.studiopleiadi.it/valutazione-sito-10step http://www.studiopleiadi.it/valutazione-sito-10step Wed, 14 Apr 2010 12:00:00 GMT <em>Siete in grado di valutare il sito della vostra azienda? Queste dieci punti vogliono essere un primo passo per individuare cosa funziona e cosa, invece, pu&ograve; essere migliorato. Perch&eacute; molto spesso le risposte sono ovvie: tutto sta nel porsi le domande giuste.</em><br /><br /><strong>1. La homepage trasmette efficacemente cosa fa/cosa produce/cosa vende la vostra azienda?</strong><br />Aspettate a dire <em>"s&igrave;"</em>. Appena ne avete la possibilit&agrave; chiedete un parere a un amico, o a qualcuno che non c'entra con il vostro lavoro. Vi stupirete di quante cose date per scontate non sono affatto comprensibili.<br /><br /><strong>2. Quanti click servono per arrivare a un prodotto/servizio? </strong><br />Se ci sono promozioni in corso, anche un click di distanza dalla pagina principale &egrave; troppo. La homepage deve mettere in evidenza le cose pi&ugrave; potenti che siete in grado di offrire. Incanalare il percorso dell'utente nella direzione giusta &egrave; fondamentale: cercate di creare un percorso in discesa verso quel che volete che capiti sotto i suoi occhi. Ed evitate come la peste ostacoli e passaggi inutili: se tenete cos&igrave; tanto alla vostra intro animata in flash, forse dovreste togliere dal muro quel calendario del 1998.<br /><br /><strong>3. Esistono strumenti alternativi alla semplice catalogazione per arrivare al prodotto desiderato?</strong><br />Magari il frigorifero XYZ-6801 &egrave; grande il doppio del HJK-9002, ma difficilmente un utente avr&agrave; la pazienza di scoprirlo se non gli fornite un percorso alternativo a una sequenza di click infinita nella giungla di sigle dei vostri seicento prodotti. Tutto quello che vorrebbe chiedervi &egrave;: <em>"Ce l'avete un frigorifero grande?"</em>, e vorrebbe saperlo senza troppo penare, come farebbe davanti al commesso di un negozio. Non &egrave; dando risposte complicate a domande semplici che ci rendiamo simpatici.<br /><br /><strong>4. Non state cercando di fare un sito che piaccia a tutti, vero?</strong><br />Il sito web non &egrave; diverso da qualsiasi altra forma di comunicazione: bisogna puntarlo nella direzione giusta. Un sito dedicato alle casalinghe non pu&ograve; essere uguale a quello rivolto agli snowboarder o agli agenti di cambio. Focalizzatevi sul vostro target, e parlate con il suo linguaggio. Se cercate di piacere a tutti, finirete per non essere interessanti per nessuno.<br /><br /><strong>5. I contenuti e le news sono aggiornati?</strong><br />Non c'&egrave; cosa pi&ugrave; desolante di cliccare "news" e trovarsi di fronte a un articolo risalente al 2005. Nessuno vi obbliga a mettere una sezione dedicata alle notizie, se non avete voglia/tempo/materiale per comunicare qualcosa con cadenza accettabile. Stessa cosa vale per offerte e promozioni limitate nel tempo: vanno tolte dal sito nel momento stesso in cui scadono, altrimenti daranno lo stesso desolante effetto di un giornale vecchio, o il manifesto di un concerto del mese scorso. <br /><br /><strong>6. I testi delle pagine sono scritti in modo da stimolare la lettura?</strong><br />Pensare che tutti i navigatori leggano tutto quel che scriviamo &egrave; un'utopia, ma almeno facciamo del nostro meglio per non farli scappare. Innanzitutto, usiamo un linguaggio sostenibile e umano: evitiamo di scrivere cose che non saremmo disposti a ripetere a voce alta senza ridacchiare. E poi: <em>sintesi</em>. Scrivere tre righe &egrave; maledettamente pi&ugrave; difficile che scriverne dieci. Visto che la maggior parte dei lettori si fermer&agrave; comunque alla terza riga, tanto vale cercare di dire loro molte cose. E poi: evitiamo combinazioni di colori o font strani, i testi lunghi richiedono un layout pulito e con un contrasto adeguato. Se vogliamo essere letti, offriamo qualcosa di leggibile. In tutti i sensi.<br /><br /><strong>7. I contenuti multimediali (video, audio) sono chiaramente individuabili nella pagina e attivabili/disattivabili facilmente?</strong><br />Un sito che, una volta caricato, faccia partire automaticamente una canzone o una clip video non richiesta attira su di s&eacute; le maledizioni di molti navigatori, e spesso li allontana per sempre. Se proprio non se ne pu&ograve; fare a meno, perch&eacute; vogliamo assolutamente che l'utente veda ci&ograve; che gli vogliamo mostrare (dimostrando di sottovalutare la sua capacit&agrave; di scegliere cosa pu&ograve; interessargli, ma questo &egrave; un altro discorso) facciamo in modo che il contenuto sia ben visibile, insieme ai comandi per interromperlo. Se non vedete il problema provate ad aprire <a href="http://www.gabriellacarlucci.it" title="Gabriella Carlucci official website" target="_blank">questo sito</a>&nbsp;con l'audio attivato: &egrave; un'esperienza catartica.<br /><br /><strong>8. Le diverse aree del sito sono coerenti per colori e impostazione grafica? L'impressione &egrave; quella di un sito organico?&nbsp;</strong><br />Se una casa con la camera da letto viola, la cucina gialla e il soggiorno verde potrebbe persino avere un suo senso, lo stesso non si pu&ograve; dire per un sito web: I colori dominanti devono essere pochi (in linea con quelli del brand) e ben dosati. E tutte le parti del sito devono essere costruite partendo da uno stampo unico, con un'impronta comune. Pur ammettendo variazioni di layout tra una sezione e l'altra, servono dei punti fermi: La testata non deve fluttuare n&eacute; cambiare di posto o di dimensione, il menu deve essere fisso, il pulsante che riporta alla homepage deve essere sempre raggiungibile. Non c'&egrave; nulla di pi&ugrave; straniante come avere l'impressione, durante la navigazione, di essere finiti su un sito diverso da quello di partenza. Specie se non &egrave; vero.<br /><br /><strong>9. Il sito &egrave; ottimizzato per i motori di ricerca? Le parole chiave ricorrono nella giusta misura?</strong><br />Pu&ograve; sembrare ovvio, ma non nominare mai il nostro prodotto non &egrave; la migliore delle strategie: se vendete forni, non vale la pena ingegnarsi a cercare perifrasi ardite per evitare di dire la parola "forno". Specularmente, evitiamo di esagerare nell'altra direzione: ripetendo sei volte il nome della nostra azienda nella stessa frase, si d&agrave; l'impressione di prendere i navigatori per stupidi. Siate didascalici quanto basta, ma evitate a ogni costo la ridondanza. Usate le parole chiave e, soprattutto, ottimizzate le title e le description delle diverse pagine: servono.<br /><br /><strong>10. Avete uno stile? </strong><br />Questa &egrave; la domanda pi&ugrave; importante e la pi&ugrave; facile a cui rispondere. L'impatto estetico del sito &egrave; direttamente collegabile al marchio dell'azienda e al suo stile di comunicazione? Il sito "trasmette" qualcosa, al di l&agrave; dei testi? Basta un solo colpo d'occhio, nemmeno mezzo secondo, per rispondere alla domanda. Ma se avrete risposto affermativamente agli altri nove punti, &egrave; probabile che la risposta sia s&igrave;. Continuate cos&igrave;. Shanghai: tutto pronto per Expo 2010 http://www.studiopleiadi.it/shanghai-expo-preview http://www.studiopleiadi.it/shanghai-expo-preview Wed, 14 Apr 2010 12:00:00 GMT Cresce la febbre in attesa dell&rsquo;inaugurazione di <a href="http://en.expo2010.cn/" title="Expo 2010 official site" target="_blank">Expo 2010</a> a Shanghai. Ogni giorno il sito ufficiale dell'evento comunica il completamento dei nuovi padiglioni e il calendario aggiornato delle iniziative che per sei mesi avranno il compito di catalizzare l&rsquo;attenzione del mondo. Un clima di fervore e di entusiasmo attraversa la citt&agrave;: le location pi&ugrave; belle e rappresentative stanno completando gli ultimi ritocchi, la famosa passeggiata sul Bund &egrave; appena stata riaperta al pubblico... tutti, insomma, sono pronti per la festa.<br /><br /> Incuriositi per questo fermento crescente, abbiamo fatto una passeggiata nell&rsquo;area Expo, osservando da vicino i progetti, gli allestimenti e le strutture che ancora per poco si offrono a un pubblico riservato. L&rsquo;esperienza &egrave; sicuramente meritevole, e di certo conferma che i prossimi sei mesi saranno un&rsquo;occasione irripetibile per chi avesse in programma un passaggio a Shanghai.<br /><br /> Il viale della zona C che abbiamo percorso vede il padiglione italiano spiccare con la propria costruzione ad assi distorti uniti alla ricerca di materiali strutturali innovativi, di cui il 'cemento radiante' &egrave; un esempio. Accanto, il padiglione inglese - enorme riccio fluttuante alla luce e alle correnti - affascina e cattura. La Spagna ha scelto un rivestimento dell&rsquo;enorme struttura con paglia e raffia, creando un effetto che richiama la terra spagnola e al tempo stesso, incredibilmente, la calda campagna cinese. Ecco a destra l&rsquo;impressionante struttura tedesca, incastro di equilibri e strutture abbracciate in un rivestimento elastico di grande fascino, in grado di testimoniare come non mai l&rsquo;inattaccabile capacit&agrave; progettuale della Germania. Infine la Francia, che ha scelto di colpire l'attenzione con una rete metallica che ricopre e ingabbia l&rsquo;affascinante ed ermetica struttura.<br /><br /> All&rsquo;interno di ogni padiglione si apre il mondo degli allestimenti: colori, suoni e animazioni ci confermano che questa Expo merita davvero una visita, almeno virtuale, per il simposio collettivo di creativit&agrave; internazionale al quale Studio Pleiadi ha partecipato con orgoglio realizzando <strong><a href="http://www.bolognaexpo2010.it/" title="Bologna Expo 2010" target="_blank">Bologna Shanghai World Expo 2010</a></strong>, il sito ufficiale dello stand della citt&agrave; di Bologna, selezionata nell&rsquo;area 'Liveable cities' per le sue caratteristiche di benessere e vivibilit&agrave;. Proprio al buon vivere &egrave; dedicata l&rsquo;intera manifestazione, attraverso il claim '<em>Better city, better life'</em>&nbsp;che dall&rsquo;Oriente fa eco verso l&rsquo;Occidente, dal 2010 verso il futuro.<br /><br /><a href="http://en.expo2010.cn/" title="Expo 2010" target="_blank">Expo 2010 - il sito ufficiale&nbsp;</a> Programmi che dovresti conoscere: semplificarsi la vita al computer http://www.studiopleiadi.it/programmi-che-dovresti-conoscere http://www.studiopleiadi.it/programmi-che-dovresti-conoscere Mon, 12 Apr 2010 12:00:00 GMT <em>Dropbox, Etherpad e Yammer: applicazioni web gratuite che possono far risparmiare molto tempo a voi e al vostro lavoro. File sharing, blocco note condiviso e microblogging aziendale: vediamo a cosa servono e come possono esservi utili.</em><br /><br /> <strong>Dropbox</strong><br /><br /> Chi usa pi&ugrave; di un computer, per lavoro o per passione, dovrebbe fare un pensierino a <strong><a href="http://www.dropbox.com" title="Dropbox" target="_blank">Dropbox</a></strong>: &egrave; un hard disk online che consente di sincronizzare file e cartelle tra diversi computer, fornendo nel contempo un servizio di online backup che mette al riparo da perdite di dati.<br /><br /> L'installazione &egrave; semplice e indolore: dopo aver scelto nome utente e password, il sistema non fa altro che creare una cartella sul vostro pc - o Mac, o iPhone - il cui contenuto &egrave; automaticamente sincronizzato con una cartella online e con tutti gli altri computer su cui avrete installato Dropbox. I file non lasciano mai il vostro computer, per cui &egrave; sempre possibile lavorarci, anche in assenza di una connessione di rete: se lavorate offline, la cartella sar&agrave; sincronizzata alla prima connessione a internet. Anche i salvataggi precedenti dei file verranno mantenuti, in maniera da poter recuperare vecchie versioni in caso di bisogno.<br /><br /> Il backup avviene in assoluta sicurezza: i file saranno accessibili soltanto da noi e da nessun altro. A meno che non decidiamo diversamente: esiste infatti anche la possibilit&agrave; di condividere cartelle tra diversi utenti: saremo avvisati, se vogliamo, delle modifiche e dell'inserimento di nuovi file all'interno di esse. Il tutto in maniera indolore: la sincronizzazione avviene in background senza il minimo rallentamento del sistema. Potremo inoltre fornire ai nostri contatti un link http dal quale scaricare i file che decideremo di condividere, o accedere alle cartelle via browser se ci dovessimo trovare sul computer di qualcun altro. <br /><br /> Il programma &egrave; gratuito fino a 2 Gigabyte, ma facendo iscrivere altri utenti si pu&ograve; guadagnare spazio fino a un massimo di 10 Gb. Spazio aggiuntivo &egrave; disponibile a pagamento.<br /><br /> * * *<br /><br /><strong> Etherpad</strong><br /><br /> Si chiama <strong><a href="http://www.snippet.se" title="Etherpad" target="_blank">Etherpad</a></strong>&nbsp;ed &egrave; il modo pi&ugrave; semplice e immediato per condividere e apportare modifiche collettive un file di testo. Non serve scaricare alcun software, n&eacute; occorrono iscrizioni o login di alcun tipo. L'uso del programma &egrave; semplicissimo: si accede al sito via browser e si clicca su "create a new pad" per creare un nuovo file. A ogni file verr&agrave; assegnato un indirizzo permanente, che dovr&agrave; essere fornito a tutte le persone che vogliamo invitare a partecipare alla modifica del file. Qualsiasi modifica verr&agrave; mostrata in tempo reale a tutti gli utenti collegati, che all'istante 'vedranno' apparire sullo schermo digitazioni e cancellazioni degli altri utenti collegati.<br /><br /> La struttura di Etherpad &egrave; piuttosto essenziale, pur garantendo opzioni minime di formattazione e revisione: non &egrave; certo indicato a progetti lunghi e strutturati, ma &egrave; l'ideale per testi ai quali deve mettere mano un buon numero di persone in poco tempo. Ovviamente c'&egrave; la possibilit&agrave; di esportare il file sull'hard disk ed effettuare salvataggi intermedi. Ogni utente collegato al file potr&agrave; essere contraddistinto da colori diversi, in maniera da identificare gli autori delle diverse modifiche. C'&egrave; anche una chat nella quale gli utenti possono dialogare in tempo reale durante l'editing. <br /><br /> Per la velocit&agrave; e la semplicit&agrave; d'uso Etherpad rappresenta sicuramente un'alternativa pi&ugrave; agile (anche se non altrettanto potente) a <a href="docs.google.com" title="Google Docs" target="_blank">Google Docs</a>, che ormai da anni permette di condividere e modificare online documenti, fogli di calcolo e presentazioni.<br /><br /> * * *<br /><br /><strong> Yammer</strong> <br /><br /><strong><a href="http://www.yammer.com" title="Yammer" target="_blank"> Yammer</a></strong> &egrave; una piattaforma di microblogging, riservata alle aziende, nata per strutturare e gestire conversazioni collettive di gruppi di lavoro. Per partire &egrave; sufficiente avere un indirizzo mail aziendale (del tipo nome@azienda.com): in pochi semplici passi si potr&agrave; creare il proprio network.<br /><br /> Le conversazioni sono strutturate come in un piccolo forum: c'&egrave; la possibilit&agrave; di lanciare nuove discussioni, rispondere a interventi altrui, scambiarsi messaggi privati. L'intero network &egrave; impermeabile dall'esterno, per cui le conversazioni non saranno visualizzabili da nessuno al di fuori degli utenti registrati. Il mezzo &egrave; ideale per condividere idee, spunti e riflessioni veloci, in special modo per team di lavoro che non agiscono necessariamente a stretto contatto fisico. <br /><br /> Le conversazioni vengono visualizzate a partire dalla pi&ugrave; recente, nella cornice di un'interfaccia snella e intuitiva. Funzionalit&agrave; aggiuntive sono disponibili a pagamento, ma il programma &egrave; perfettamente operativo anche nella sua versione gratuita. Webmeeting aprile 2010: di cosa parliamo? http://www.studiopleiadi.it/webmeeting-aprile http://www.studiopleiadi.it/webmeeting-aprile Wed, 24 Mar 2010 12:00:00 GMT Aprile &egrave; alle porte, e con lui il prossimo webmeeting di Studio Pleiadi: continuando il discorso intrapreso nel seminario sul Pay Per Click del 25 febbraio (su <a href="http://www.studiopleiadi.it/it/download" title="Studio Pleiadi - area download" target="_self">questa pagina</a> trovate tutto il materiale relativo) abbiamo pensato di sottoporvi tre possibili argomenti da trattare nel prossimo incontro. Eccoli:&nbsp;<br /> <br /> 1.<br /><strong><em> Essere o non essere social?</em></strong><br /> Dialogare s&igrave;, ma con giudizio: come, dove, quando e perch&eacute; partecipare alle conversazioni online sul nostro marchio.<br /> <br /> 2.<br /><strong><em> "Google non si accorge di me!"</em></strong><br /> Il mito del primo posto e altre catastrofi: alcuni consigli (realistici) per rendere visibile il nostro sito.<br /> <br /> 3.<br /><strong><em> Walk on the wild side: i canali della comunicazione in rete</em></strong><br /> Come implementare un piano media web: linee guida e soluzioni per districarsi fra banner, viral, advergame, search engine marketing, e-mail marketing.<br /> <br /><br /> Cosa ne pensate? Qual &egrave; il vostro tema preferito? Diteci la vostra (o proponete idee alternative, tutto sar&agrave; preso in considerazione) nei commenti! Business goes green: avete già una comunicazione green? http://www.studiopleiadi.it/business-goes-green http://www.studiopleiadi.it/business-goes-green Tue, 23 Mar 2010 12:00:00 GMT Quello che oggi chiamiamo mercato green sar&agrave; a breve il mercato. E la green communication sar&agrave; la comunicazione. Per queste ragioni &egrave; necessario essere preparati a promuovere i valori di un'economia sostenibile a partire da oggi, per guadagnare lo spazio che ancora esiste e che a breve sar&agrave; occupato da aziende che hanno intuito il&nbsp;trend pi&ugrave; velocemente di altre. Il green &egrave; una rivoluzione in atto, ben lontana da quell'idealismo di nicchia che fino a pochi anni fa circondava tutti i discorsi sull'argomento. Un numero sempre maggiore di politici e imprenditori, di visibilit&agrave; locale e internazionale, sfrutta oggi il tema dell'ecosostenibilit&agrave; e delle energie rinnovabili come leva di business e di consenso. <br /><br />Una <a href="http://www.performics.com/news-room/press-releases/research-consumer-opinions-on-green-marketing/674" title="Ricerca Performics sul green marketing" target="_blank">ricerca</a> condotta recentemente da <a href="http://www.performics.com/" title="Performics" target="_blank">Performics</a>, il reparto marketing di <a href="http://www.doubleclick.com/" title="DoubleClick" target="_blank">DoubleClick</a>, evidenzia come la maggior parte dei consumatori presti particolare attenzione ai prodotti ecosostenibili, orientando in tal senso le proprie scelte fino a essere disposti a spendere anche il 5% in pi&ugrave; (in oltre la met&agrave; dei casi) per prodotti di aziende che testimoniano attenzione per l'ambiente. Le persone dimostrano, com'era prevedibile, maggiore sensibilit&agrave; agli aspetti dell'ecosostenibilit&agrave; in grado di dare loro benefici diretti e tangibili, come quello di un minor consumo energetico (e conseguenti risparmi sulle bollette) o prodotti con resistenza elevata e ciclo vitale pi&ugrave; lungo.<br /><br /> La ricerca &egrave; stata effettuata su un campione di 1087 consumatori adulti, l'83% dei quali si &egrave; detto attento a un tipo di marketing ecologico e sensibile ai temi di rispetto dell'ambiente; percentuale che sale ulteriormente in caso di acquisti online. Alla luce di questi dati Stuart Larkins, vicedirettore delle ricerche Performics, suggerisce alle aziende di dare massimo risalto a tutte le informazioni riguardanti il loro sostegno all'ambiente, <em>"mettendo in luce l'impegno per l'ecosostenibilit&agrave; attraverso campagne, promozioni, display advertising ed email"</em>.<br /><br /> Gi&agrave; dieci anni fa, per Bont&agrave; Bio e altri brand, Studio Pleiadi elabor&ograve; packaging ed etichette mirati a promuovere un rapporto corretto con la natura. Una vera anticipazione della green communication, che ha permesso a Studio Pleiadi di porsi da subito come partner di comunicazione nella realizzazione di progetti green oriented. Da ricordare anche il lavoro relativo al concorso del consorzio Rilegno (<a href="http://www.studiopleiadi.it/legnodingegno" title="legno d'ingegno" target="_self">Legno d'ingegno</a>), basato sul design di elementi d'arredo utilizzando legno riciclato: da naming e creazione del logo fino al design di stampati e comunicati, tutta la comunicazione ideata dal nostro studio ha messo in primo piano il valore ecologico dell'iniziativa. Alla prima edizione, nel 2007, hanno preso parte oltre 700 designer e progettisti da tutto il mondo: un successo frutto anche della comunicazione "green" di Studio Pleiadi. A Pechino si mescolano arte e comunicazione http://www.studiopleiadi.it/cina-arte-comunicazione http://www.studiopleiadi.it/cina-arte-comunicazione Mon, 22 Mar 2010 12:00:00 GMT Il complesso artistico <strong>Factory 798</strong> (o Dashanzi Art District) sorge a Dashanzi, nel distretto Chaoyang di Pechino, e ospita la pi&ugrave; fiorente comunit&agrave; artistica dell'intera Cina. <br /><br />Un tempo, Dashanzi sorgeva nella periferia di Pechino. Con l'espandersi della citt&agrave;, l'area &egrave; stata inglobata nel tessuto urbano e ora sorge nel corridoio strategico tra l'aeroporto della capitale e il centro olimpico. Il grande rischio di questo sviluppo &egrave; che l&rsquo;intera zona venga demolita in nome della speculazione edilizia. <br /><br />Nel 2000 il rettore del Dipartimento di Scultura scelse l'area per stabilirvi il suo nuovo studio. L'anno successivo l'editore texano Robert Bernell trasfer&igrave; la sede della <em>Timezone &amp; Art Books</em> nelle vecchie mense aziendali del compound. Uno dei suoi impiegati era la celebre stilista Xiao Li che, insieme al marito artista Cang Xin, aiut&ograve; gli artisti locali ad affittare capannoni e a convertirli in atelier. <br /><br />Attraverso il passaparola, ben presto una nutrita schiera di artisti e designer cominciarono a muoversi verso Dashanzi, convertendo la vecchia fabbrica dal design Bauhaus in un vivace quartiere artistico dal gusto post-industriale e senza rimuovere i vecchi slogan maoisti dagli architrave. <br /><br />La mostra d'apertura <em>Beijing Afloat</em>, nel 2002, attrasse pi&ugrave; di mille visitatori e segn&ograve; l'inizio di una nuova era. Nel 2002 il designer Huang Rui e il fotografo Xu Yong aprirono la 798 Space Gallery, che divenne il cuore dell'area. Facendosi portavoce delle esigenze degli artisti della zona cominciarono ad aprire un numero sempre crescente di atelier, studi di design, negozi, caff&egrave; e ristoranti alla moda, club e gallerie, attraendo un numero sempre maggiore di appassionati, collezionisti e mercanti d'arte da tutte le parti del mondo. Dashanzi &egrave; ben presto diventata il centro della nascente comunit&agrave; dei BoBo (Bourgeois-Bohemian). I principali esponenti del movimento artistico sono Huang Rui e Xu Yong, insieme all'eccentrico artista/architetto Ai Weiwei, coinvolto anche nella progettazione del Bejing National Stadium. <br /><br />Coerentemente con lo spirito di aggregazione che contraddistingue la zona, le gallerie d'arte sono tutte a ingresso libero. Questo, per&ograve;, non vuol dire che il giro d'affari sia trascurabile: a far arrivare denaro ci pensano i costosissimi eventi sponsorizzati da varie multinazionali che, a loro volta, ne ricavano un enorme ritorno pubblicitario. Sony, ad esempio, ha organizzato diverse cene di gala, Omega ha presentato un fashion show presso lo Yan Club; Christian Dior, Toyota, Royal Dutch e Shell hanno seguito il loro esempio.<br /><br /><strong> Dashanzi Art District</strong><br /> No. 4 Jiuxianqiao Road/Chaoyang District<br /> Beijing P.O. Box 8503<br /> P.R. China <br /> Phone: 010-64376248 64384862 <br /> <br /> Le principali gallerie e studi del Distretto:<br /> <br /><strong> 798 Space</strong><br /><a href="http://www.798space.com " target="_blank"> www.798space.com</a><br /> <br /><strong> Tokyo Gallery + Bejing Tokyo Art Project</strong><br /><a href="http://www.tokyo-gallery.com" target="_blank"> www.tokyo-gallery.com</a> <br /> <br /><strong> Timezone 8</strong><br /><a href="http://www.timezone8.com " target="_blank"> www.timezone8.com</a><br /> <br /><strong> Long March</strong><br /><a href="http://www.longmarchspace.com" target="_blank"> www.longmarchspace.com</a><br /> Facebook e le aziende: più che una vetrina, un terreno da coltivare http://www.studiopleiadi.it/facebook-aziende http://www.studiopleiadi.it/facebook-aziende Thu, 18 Mar 2010 12:00:00 GMT &Egrave; evidente ormai da tempo come Facebook abbia vinto, anzi stravinto, la guerra delle reti sociali, diventando in brevissimo tempo quello che possiamo definire il sistema operativo dei social media: molte persone, di ogni et&agrave;, si sono affacciate in rete proprio grazie a questa piattaforma, che ripropone dinamiche 'classiche' (amicizia, condivisione di eventi, di messaggi, video e fotografie) in maniera intuitiva, arricchendoli con semplici strumenti di localizzazione e aggregazione che hanno permesso, in pochi anni, di creare un bacino di utenza di mezzo miliardo di persone.<br /><br /> Quasi tutte le aziende di una certa dimensione, con vari livelli di consapevolezza e interazione, si sono ormai affacciate su Facebook, con gruppi e pagine ad essi dedicate e gestite.<br /><br /> Su Facebook (ricordando che i profili standard, almeno in teoria, sono riservati a singole persone) possiamo considerare la pagina (fanpage) come l'ente fondamentale della presenza di un'azienda. La fanpage costituisce imprescindibile punto di partenza per la costruzione di un'identit&agrave; "sociale" prima, e in secondo luogo di una campagna di marketing che faccia leva sulla medesima: &egrave; lo strumento pensato da Facebook destinato ai marchi, agli artisti o ai personaggi pubblici: consente di raggiungere un numero illimitato di persone - non esiste limite al numero di fan di una pagina - alle quali diffondere news e aggiornamenti. <br /><br />Ma qual &egrave; la caratteristica che distingue una buona fanpage, una pagina "viva" per indenderci, da un triste retrobottega abbandonato a se stesso che nessuno frequenta? Va detto, innanzitutto, che la discesa nel campo dei social media non &egrave; cosa che possa essere improvvisata, aspettandosi che funzioni da sola o, ancor peggio, fatta solo perch&eacute; "bisogna" essere su Facebook a ogni costo. Come in tutti i campi della comunicazione, occorre dedicare un'analisi accurata allo strumento e delle sue potenzialit&agrave; in rapporto al nostro brand, definendo il campo d'azione, il target e quel che decidiamo di offire in cambio dell'attenzione dei navigatori. Perch&eacute; qualcosa, non dimentichiamolo, bisogna dare: in rete nulla &egrave; dovuto, nulla &egrave; seguito per passivit&agrave; o inerzia: ogni secondo di attenzione va guadagnato.&nbsp;<br /><br /> Regola generale: qualsiasi fanpage deve stimolare chi la visita. non pu&ograve; essere un semplice specchio di materiale promozionale gi&agrave; disponibile altrove, dentro e fuori la rete (brochure, cataloghi, video), ma deve invogliare l'utente a partecipare, offrendogli nel contempo qualcosa che renda gli aggiornamenti 'appetibili' e la pagina meritevole di essere visitata di frequente. Concorsi, sconti e iniziative promozionali, giochi: tutti questi strumenti, usati nella maniera giusta e coerente al target a cui la pagina si rivolge, possono essere veicolo di fiducia e affezione nei confronti del brand.<br /><br /> Se vendiamo prodotti editoriali o multimediali, possiamo usare la pagina come piattaforma di lancio per anteprime o contenuti speciali; se ci occupiamo di abbigliamento, possiamo usare lo strumento della fotogallery per chiedere agli utenti di ritrarsi con i capi della collezione, o lanciare piccoli contest mettendo in palio sconti e omaggi. Inoltre, il fatto che la piattaforma fornisca gi&agrave; di per s&eacute; strumenti di relazione consente di combinarli utilizzando l'inventiva: un caso simbolo &egrave; quello di <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10404937-93.html" target="_blank">Ikea</a>, che per promuovere l'apertura di un nuovo negozio ha pubblicato, sulla pagina del direttore del punto vendita, alcune foto di stanze arredate, invitando i visitatori a 'taggarsi' sui mobili stessi promettendo che il primo ad associare il suo nome a ciascun elemento lo avrebbe vinto. Lo strepitoso successo dell'iniziativa, nata senza bisogno di creare applicazioni ad hoc ma semplicemente utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma, ha portato l'azienda a replicarla pi&ugrave; volte, sempre con un seguito enorme.<br /><br /> Affidarsi ad agenzie specializzate pu&ograve; aiutare a trovare nuovi linguaggi e nuove idee per trasmettere in maniera efficace e capillare il nostro marchio. Che ci si rivolga a specialisti o che si decida di gestire internamente questo nuovo canale comunicativo, l'importante &egrave; non dimenticare che nel campo dei social media - come in tutti i rami della comunicazione - nulla va improvvisato: l'importante &egrave; decidere cosa vogliamo dire, prima di cominciare a parlare. Webmeeting Pay Per Click: suggerimenti e nuovi spunti http://www.studiopleiadi.it/web-feedback http://www.studiopleiadi.it/web-feedback Thu, 25 Feb 2010 12:00:00 GMT Il webmeeting di Studio Pleiadi&nbsp;dello scorso 25 febbraio ha avuto un seguito notevole: pi&ugrave; di cento persone hanno seguito&nbsp;il nostro seminario sulle campagne Pay Per Click e&nbsp;l'advertising online.<br />&nbsp;<br />Ringraziamo tutti i partecipanti e invitiamo tutti gli interessati a scaricare il materiale relativo all'evento (pdf e video) nell'<a href="http://www.studiopleiadi.it/it/download" title="Studio Pleiadi - area download" target="_self">area download</a>. Il video della presentazione, completo di commento audio, sar&agrave; presto visualizzabile in streaming direttamente da questa pagina.<br /><strong><span><br /></span></strong> <div id="__ss_3317550"> <div></div> </div> In attesa del prossimo webmeeting rivolgiamo a tutti una domanda: tra gli argomenti presi in esame nel corso di questo seminario, ce n'&egrave; uno che ha&nbsp;destato maggiormente la vostra attenzione? <strong>Avreste interesse ad&nbsp;approfondire maggiormente alcuni dei temi trattati?</strong>&nbsp;I commenti sono aperti&nbsp;a suggerimenti di ogni tipo: trarremo spunto dai vostri consigli per i prossimi&nbsp;articoli del blog.<br /><br />Grazie a tutti e arrivederci al prossimo evento targato Studio Pleiadi! Fashion e-commerce: consigli per cavalcare l'onda http://www.studiopleiadi.it/fashion-ecommerce http://www.studiopleiadi.it/fashion-ecommerce Mon, 01 Feb 2010 12:00:00 GMT <span>Le statistiche relative al 2009 <a href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/1600/labbigliamento-la-stella-dellecommerce-2009/" title="Manager Online" target="_blank">parlano chiaro</a>: gli acquisti online di abbigliamento stanno attraversando un vero e proprio boom, con una crescita del 42% rispetto all&rsquo;anno precedente. La concorrenza sempre pi&ugrave; agguerrita ha costretto molti operatori &ldquo;tradizionali&rdquo; a spostarsi sul web, a tutto vantaggio della possibilit&agrave; di scelta del consumatore. Ma quali sono i trucchi per un efficace e-commerce nel settore della moda?<br /><br />Partiamo da una considerazione banale ma necessaria: i vestiti non sono libri, n&eacute; lavatrici. Non tutte le categorie sono uguali; non tutto si vende alla stessa maniera. La natura della merce influenza moltissimo il nostro atteggiamento in previsione di un potenziale acquisto. In genere &egrave; sufficiente la prospettiva di un risparmio a farci abbandonare la vecchia assicurazione auto, e a qualcuno pu&ograve; bastare una foto o una recensione per decidere di acquistare un telefonino; difficilmente, per&ograve;, la stessa persona decider&agrave; di comprare un abito in nome di un&rsquo;impressione puramente visiva, priva di un contatto diretto, con la medesima convinzione.<br /><br />Perch&eacute; i vestiti, pi&ugrave; di ogni altro oggetto, si portano dietro un bagaglio di sensazioni (estetica, tattile, emotiva) non trasferibili in alcun modo sullo schermo di un computer. Questa situazione, almeno per il momento, non possiamo cambiarla: tuttavia, quando progettiamo un sito destinato alla promozione o alla vendita di capi di abbigliamento, possiamo usare qualche accorgimento per trasferire all&rsquo;interno della navigazione una serie di stimoli volti ad avvicinare l&rsquo;esperienza dell&rsquo;utente a quella della cabina di prova. Accentuando inoltre i punti di forza del provare i capi a casa propria: c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; tempo per decidere, non ci sono camerini scomodi n&eacute; luci che falsano. Alcuni input positivi:<br /><br />- Il sito <a href="http://www.terranovastyle.com/it/collection-a-i-2009/get-the-look" title="Terranova - Crea il tuo look" target="_blank">Terranova</a> (nell&rsquo;area <em>Crea il tuo look</em>) permette di <strong>abbinare</strong> tra loro i diversi capi di abbigliamento: un modo efficace per sperimentare le combinazioni tra abiti e accessori, sovrapponendoli e accostandoli con una semplice interfaccia visuale che consente inoltre di salvare e stampare i modelli creati.&nbsp;<br /><br />- Il sito <a href="http://it.buyvip.eu/index.jsp" title="BuyVip" target="_blank">BuyVip</a> integra una finestra di <strong>live chat </strong>tramite la quale &egrave; possibile chiedere informazioni a un operatore, ed eventualmente essere richiamati.&nbsp;<br /><br />- Lo store americano <a href="http://www.territoryahead.com/" title="Territory Ahead" target="_blank">Territory Ahead</a>, uno dei nomi di punta nel settore dell&rsquo;abbigliamento casual, consente uno zoom molto accurato dei capi in vendita, offrendo molteplici punti di vista e immagini ad alta risoluzione. Permette inoltre agli acquirenti di <strong>recensire</strong> ciascun capo, dando una valutazione e scrivendo il proprio parere, leggibile da tutti.<br /><br />Ovviamente tutto questo non basta: visto che stiamo parlando di vendere cose, occorre anche mettere in chiaro le condizioni. E ricordarci che stiamo parlando di vestiti, cio&egrave; di articoli "speciali" riguardo ai quali sono frequenti dubbi e ripensamenti. Per cui, se si vuol vendere abbigliamento online, &egrave; bene ricordarsi alcune cose:&nbsp;<br /><br />- Il <strong>diritto di recesso</strong> va garantito per legge: sta a voi, per&ograve;, consentire di esercitarlo in termini semplici. Mettetevi nei panni di chi compra a scatola chiusa: &egrave; del tutto normale che qualcuno, dopo aver provato il capo in questione, non ne sia soddisfatto. Fategli capire chiaramente che potr&agrave; essere rimborsato senza eccessivi patemi.&nbsp;<br /><br />- Permettete di <strong>ordinare pi&ugrave; taglie</strong>, per poi restituire quelle che non vanno bene: dare risalto a questa opportunit&agrave;, anche a fronte di una modica spesa. In altri paesi, Stati Uniti su tutti, l&rsquo;acquisto online di capi di abbigliamento spesso &egrave; un momento di vera e propria festa: &egrave; frequente che gruppi di amici si incontrino e decidano insieme cosa ordinare, scegliendo taglie e colori vari (approfittando della spedizione gratuita per acquisti sopra una certa spesa), per poi ritrovarsi al momento della consegna, provare tutto quanto e rispedire quello che non va.&nbsp;<br /><br />- Prevedete la <strong>r</strong><strong>estituzione porta a porta</strong>, prendendo accordi con il corriere: non c&rsquo;&egrave; niente di peggio che dire a qualcuno &ldquo;Se non ti piace, vai alla Posta e rispediscicelo indietro&rdquo; per togliergli la voglia di comprare alcunch&eacute;. Smettetela di credere che la gente abbia pi&ugrave; tempo di voi. Nella spedizione mettete un&rsquo;altra scatola destinata alla restituzione, o prevedete scatole riutilizzabili. Semplificate le cose.&nbsp;<br /><br />- <strong>Fidatevi del cliente</strong>. Difficilmente una persona che vi fornisce i dati della propria carta di credito cercher&agrave; di fregarvi: anzi, &egrave; facile che lui abbia le stessa paure nei vostri confronti. Dategli modo di contattarvi in maniera rapida; siate gentili e disponibili se qualcosa non va. Il web &egrave; fatto di conversazioni, e a volte basta lanciare un sassolino per rovinare una buona reputazione: ignorare un reclamo potrebbe costarvi molto pi&ugrave; di quel che pensate.&nbsp;<br /><br />In conclusione, i dati generali sull&rsquo;e-commerce in Italia (vedi <a href="http://www.slideshare.net/casaleggioassociati/ecommerce-in-italia-2009-unopportunit-dalla-crisi?type=powerpoint" title="Casaleggio Ass.ti - Rapporto e-commerce 2009" target="_blank">il rapporto di Casaleggio Associati</a>) sono confortanti, e lasciano sperare in un trend positivo anche per quest&rsquo;anno: salta comunque all&rsquo;occhio che il volume di affari nell&rsquo;ambito della moda (sotto il 2% del totale) &egrave; ben lontano, ancora, da quello dei settori trainanti. La crescita fatta registrare nel 2009 indica comunque che i tempi sono maturi per una svolta decisiva, e che un numero sempre crescente di commercianti e consumatori &egrave; disposto a guardare al mercato dell&rsquo;abbigliamento online come una vera alternativa ai canali tradizionali: val la pena crederci, da una parte e dall&rsquo;altra.</span> Too much information - Non fateli scappare prima di presentarvi! http://www.studiopleiadi.it/too-much-information http://www.studiopleiadi.it/too-much-information Tue, 26 Jan 2010 12:00:00 GMT <div>C'&egrave; un momento chiave, in tutti i servizi web, che &egrave; quello dell'iscrizione. L'utente clicca "Sign up" ed &egrave; parte di un servizio, di una community, di qualcosa che in qualche modo &egrave; fatto di comunicazione. E noi, che di questa comunicazione ci occupiamo, ne siamo contenti. Ma c'&egrave; qualcosa che viene ancora prima dell'iscrizione: la raccolta dei dati. E il consiglio possibile &egrave; solo uno: non siate invadenti. Limitatevi a chiedere l'essenziale. A volte anche meno.<br />&nbsp;</div> <div></div> <div>Certo, pu&ograve; farci piacere sapere quanto guadagnano gli iscritti alla nostra newsletter, qual &egrave; il numero di telefono dei nostri utenti, quanti dipendenti ha la ditta dove lavora il nostro ultimo contatto; e noi, ci mancherebbe, siamo liberi di chiederglielo. Per&ograve; non lamentiamoci se poi questi scappano. Perch&eacute; scappano. E scappano anche se siamo convinti di essere cos&igrave; interessanti da pensare che sia colpa loro, oppure ci mettiamo a gridargli dietro <em>"Ehi, siamo i migliori! Dove andate?"</em>.<br />&nbsp;</div> <div></div> <div>Pensate di fornire informazioni talmente preziose che la gente dovrebbe essere felice di dirvi tutto pur di potervi accedere? Sbagliato. Sono gli utenti che fanno un favore a voi. Vi danno attenzione e curiosit&agrave;, memorizzano il vostro marchio e il vostro servizio; e se ne sono soddisfatti faranno passaparola. Ma da principio, quando hanno intenzione di provare un servizio, qualsiasi cosa non necessaria sul cammino della loro iscrizione &egrave; superflua. Lo stesso principio, e a maggior ragione, vale per la richiesta di informazioni: se ho semplicemente intenzione di chiedervi qualcosa, trovarmi davanti un form chilometrico da compilare mi invoglier&agrave; a rivolgermi altrove alla velocit&agrave; della luce. Siate onesti: la data di nascita di chi vuol chiedervi un preventivo, in fondo, non vi interessa.<br />&nbsp;</div> <div></div> <div>La chiave del successo di un servizio sta anche nella semplicit&agrave; del primo accesso. Occorre renderlo veloce e intuitivo, ben visibile, e ripulirlo da tutte le richieste di informazioni superflue. Decidere quale servizio ha bisogno di un login con username e password e quale invece pu&ograve; farne a meno. E se vogliamo mettere un captcha (i piccoli test visuali da "decifrare" per dare al computer la certezza che di fronte a lui ci sia un essere umano) d'accordo, ma accertiamoci che si tratti di immagini comprensibili. Se occorre avvicinarsi a due centimetri dallo schermo per cercare di capire cosa c'&egrave; scritto, non siamo partiti col piede giusto.<br />&nbsp;</div> <div></div> <div>Qualche anno fa, <a href="http://imageshack.us/" title="imageshack" target="_blank">Imageshack</a> ha rivoluzionato in un istante l'hosting di immagini in rete: nessuno username, nessuna password, upload istantaneo. E funziona perfettamente. Poi volendo ci si pu&ograve; iscrivere con un proprio account, avere funzionalit&agrave; aggiuntive e tutto quanto, ma il servizio di base non lo richiede. Altri esempi virtuosi: <a href="http://www.tumblr.com/" title="tumblr" target="_blank">Tumblr</a> &egrave; una piattaforma di blog ridotta all'essenziale, ideale per inserire online con pochissima fatica testi, elementi multimediali e citazioni. Il form per iscriversi al centro della pagina iniziale e ha la massima evidenza, per invogliare gli utenti a provare il servizio. <a href="http://posterous.com/" title="posterous" target="_blank">Posterous</a> ha scelto una via ancora pi&ugrave; estrema, consentendo di inserire qualsiasi contenuto inviandolo semplicemente via email, senza la necessit&agrave; di alcuna iscrizione.<br />&nbsp;</div> <div></div> <div>Ovviamente non mancano i controesempi. I form di iscrizione alle newsletter, ad esempio, sembrano terreno privilegiato per andare a caccia di dati: reddito, titolo di studio, ambito di lavoro. Certo, inserire questi dati non &egrave; obbligatorio, ma il primo colpo d'occhio ci mostra una paginata fittissima di campi da compilare. E questo genera frustrazione e diffidenza nella maggior parte dei navigatori. Se per inserire un nuovo utente sono necessari uno o due dati, che bisogno c'&egrave; di chiedergliene quindici? Non &egrave; raro (anzi, capita nella maggior parte dei casi) che qualcuno, a questo punto, decida di chiudere la pagina. E noi avremo gi&agrave; perso.</div> Beyond the click - A cosa serve davvero l'advertising online? http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread3 http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread3 Wed, 23 Dec 2009 12:00:00 GMT Un recente studio di <a href="http://www.comscore.com/" target="_blank">comScore</a>, azienda americana specializzata in ricerche di marketing, ha rivelato che i navigatori cliccano sempre meno sugli annunci pubblicitari online.<br /><br />La ricerca, indicativamente chiamata <a href="http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&amp;art_aid=115210&amp;lfe=1" target="_blank">"Natural Born Clickers"</a>, indica che la percentuale degli utenti che cliccano sugli annunci online &egrave; scesa dal 32% del luglio 2007 al 16% del marzo 2009, con un nucleo ancor pi&ugrave; ristretto di navigatori (intorno all'8% degli utenti complessivi di Internet) accreditato dell'85% dei click totali.<br /><br />In sintesi: se prendiamo dieci persone a caso, ce ne saranno otto che non cliccano <em>mai</em>, a prescindere, su nessun annuncio online. Poi ce ne sar&agrave; una che clicca ogni tanto. E infine un'altra che clicca dieci volte pi&ugrave; spesso di quella precedente.<br /><br />Linda Anderson, vicepresidente marketing di comScore e autrice dello studio, conclude che <em>"Gli inserzionisti che ottimizzano i propri annunci con l'unico fine di ottenere click non danno alcun valore all'84% degli utenti, quelli che non cliccano"</em>.<br /><br />I risultati testimoniano come, per la maggior parte delle campagne pubblicitarie online, il parametro relativo ai click (click-through) non sia il metro di valutazione pi&ugrave; indicativo dell'efficacia della campagna. Gli inserzionisti dovrebbero iniziare a valutare le campagne secondo criteri "percettivi" (view-through), anche se difficilmente misurabili.<br /><br />Sul suo blog, Seth Godin <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/11/the-unclicking-84.html" target="_blank">commenta cos&igrave;</a> la tendenza a costruire campagne mirate al click: <em>"Se il tuo business &egrave; costruito intorno al tipo di persona che clicca, hai vinto. Ma se non lo &egrave;, forse dovresti pensare a una campagna online ottimizzata per catturare attenzione e familiarit&agrave; - non per i click"</em>. Godin prosegue con una considerazione: <em>"Immagina che solo le persone mancine facciano click sui tuoi annunci (pi&ugrave; o meno, &egrave; la stessa percentuale). Cosa faresti se il tuo prodotto fosse destinato esclusivamente alla parte di popolazione che usa la mano destra?"</em>.<br /><br />Come giustificare un calo cos&igrave; consistente nell'arco di soli due anni? Forse la navigazione delle persone sta via via diventando pi&ugrave; consapevole e meno disposta a "deviazioni" rispetto al passato. Forse il clich&eacute; della frase a effetto, costruita per il click ad ogni costo, ha generato una certa insofferenza.<br /><br />Il meccanismo &egrave; molto simile a quello di un viaggio in automobile. Probabilmente nessuno dei cartelli pubblicitari che ci scorrono accanto ci far&agrave; fermare n&eacute; tantomeno precipitare ad acquistare il prodotto: questo non significa che la nostra mente non li abbia assimilati e catalogati, e non sia pronta a ricordarli al momento giusto.<br /><br />I pi&ugrave; recenti studi di ComScore evidenziano infatti che, nonostante il declino dei click sia evidente, gli ads online continuano a generare un ritorno significativo in termini di popolarit&agrave; del brand, con incrementi sensibili di vendite online/offline e di visite al sito ufficiale. Questo perch&eacute; un'efficace esposizione del marchio all'interno di una campagna continua ad avere una grossa influenza su tutti gli utenti di internet - indipendentemente dal fatto che questi, alla fine, facciano click o meno.<br /><br />John Lowell, Direttore ricerche di Starcom USA, &egrave; d'accordo: <em>"Un click, di per s&eacute;, non porta alcun guadagno. Il fine ultimo dell'advertising online non &egrave; quello di generare click, ma di portare visite consapevoli, ricerca di informazioni, trasmettere fiducia nel marchio"</em>.<br /><br />E le aziende sembrano crederci: l'ultimo rapporto <a href="http://www.iab.it/" target="_blank">IAB</a> sugli investimenti online stima la raccolta pubblicitaria totale 2009 a 905 milioni di euro, con un incremento di oltre il 10% rispetto all'anno precedente, mentre su tutti i fronti principali (stampa, tv) il trend &egrave; decisamente negativo. Basti pensare che in Gran Bretagna il 2009 ha segnato il sorpasso della pubblicit&agrave; online rispetto alla carta stampata, traguardo che non si prospetta lontanissimo nemmeno in Italia. Segno che la pubblicit&agrave; su internet &egrave; una realt&agrave; ormani consolidata, in grado di garantire ritorni importanti. <br /><br />A patto, ovviamente, di saperla fare, adattando il proprio linguaggio al contesto della Rete. Altrimenti si rischia di ottenere in cambio solo indifferenza o, ancor peggio, frustrazione. Quel che &egrave; certo &egrave; che una delle estensioni per Firefox pi&ugrave; note &egrave; <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1865" target="_blank">AdBlock Plus</a>: serve a disattivare gli annunci pubblicitari, ed &egrave; stata scaricata dai navigatori di tutto il mondo pi&ugrave; di sessanta milioni di volte. Qualcosa vorr&agrave; pur dire. Benvenuti su Studiopleiadi.it http://www.studiopleiadi.it/welcome2 http://www.studiopleiadi.it/welcome2 Tue, 22 Dec 2009 12:00:00 GMT Benvenuti sul nuovo sito <a href="http://www.studiopleiadi.it" title="Studio Pleiadi - home" target="_self">Studio Pleiadi</a>!<br /><br />Questa &egrave; la nostra nuova casa sul web, progettata in maniera da rispecchiare maggiormente la nostra realt&agrave; e raccontare meglio quel che facciamo: nuova veste grafica, nuovo linguaggio, nuovi argomenti. Qui metteremo in evidenza progetti e contenuti interessanti, segnalando eventi e lanciando spunti di riflessione su tutto ci&ograve; che &egrave; web e comunicazione. <br /><br />Restate sintonizzati! Gli italiani e le nuove tecnologie: Internet piace davvero? http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread10 http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread10 Tue, 29 Sep 2009 12:00:00 GMT Dal forum PA del 12 maggio 2009, dedicato a "Il Futuro della Rete", si evince la necessit&agrave; di un importante sforzo del sistema Paese per un deciso sviluppo delle comunicazioni elettroniche. L'obiettivo generale che risulta &egrave; fornire al mercato e alle istituzioni le basi conoscitive per predisporre politiche di sviluppo della rete infrastrutturale e dell'offerta di servizi adeguate agli obiettivi di sviluppo del sistema Paese.<br /><br />Nello specifico, l'obiettivo &egrave; continuare nell&rsquo;azione di confronto istituzionale per monitorare e approfondire l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;offerta di infrastrutture e soluzioni, la crescita della domanda delle famiglie e delle imprese, la diffusione di contenuti e servizi digitali.<br /><br />Al giorno d'oggi il quadro generale degli utenti della Rete &egrave; molto variegato, si passa dai blogger incalliti a coloro che la utilizzano solo per mantenere contatti via e-mail, che cercano informazioni sui siti di aziende o che leggono giornali online. Ne sono esclusi, ma forse recuperabili, coloro che ancora si avvalgono dei canali cartacei tradizionali per ricercare notizie o che ancora non hanno un account di posta elettronica.<br /><br />Da una recente ricerca condotta dal Forum stesso, su base dati Istat, nell'aprile 2009, emerge che negli ultimi anni si &egrave; verificato un vero e proprio cambiamento nell'utilizzo di internet e delle sue risorse.<br /><br />La Rete si rivolge a chiunque abbia interesse ad usarla, stimando una fascia di et&agrave; approssimativa dai 15 ai 75 anni: i giovanissimi non sempre vi hanno accesso, nonostante potrebbe essere un ottimo strumento di studio o svago, mentre i pi&ugrave; anziani potrebbero non avere "l'elasticit&agrave; mentale necessaria" ad apprenderne l&rsquo;utilizzo.<br /><br />A proposito dell'Alfabetizzazione Digitale, &egrave; utile notare che alla domanda "Ha mai frequentato corsi pubblici (ad esempio regionali o per la patente europea) sull'uso del personal computer o si internet?" ben il 94.8% degli intervistati ha risposto in modo negativo.<br /><br />Questo dato si unisce a una precedente domanda del sondaggio condotto, che chiedeva a coloro che non utilizzano internet come mai non lo facciano e denota che, se da un lato la Rete ormai &egrave; uno strumento inscindibile dalla maggior parte dei lavori, esiste ancora una fetta sensibile di popolazione che non possiede le competenze per utilizzarla e, in casi estremi, la teme.<br /><br />Allo stesso tempo, per&ograve;, se si chiede loro se vorrebbero frequentare corsi per migliorare il proprio livello di conoscenza della Rete, solo una parte risponde positivamente (18% circa), evidenziando la presenza di uno zoccolo duro (60.9%) che non crede nelle potenzialit&agrave; del servizio internet.<br /><br />L'utilizzatore tipo, definito come "Uomo - sotto i 50 anni - diplomato o laureato &ndash; impiegato o studente &ndash; con un nucleo familiare con figli", frequenta internet ogni giorno o quasi per lo pi&ugrave; da casa (88.9%) o dal lavoro (28.5%).<br /><br />Compaiono poi nuove variabili, luoghi recentemente connessi al World Wide Web: oltre alla scuola e l'universit&agrave;, prendono piede gli Internet Point/Caf&egrave; e i luoghi pubblici, quali biblioteche, stazioni, connessioni wi-fi, etc...<br /><br />&Egrave; importante sottolineare che spesso gli utenti sono autonomi ed autodidatti (53.0%). Capita di frequente, per&ograve;, che essi siano aiutati nella navigazione, guidati alla fruizione dei servizi: nella maggior parte dei casi, gli aiuti vengono da parenti, amici o vicini di casa.<br /><br />La Rete offre opportunit&agrave; pressoch&eacute; illimitate, dall'indagine effettuata, emerge soprattutto la funzione informativa, ossia la ricerca di informazioni, seguita a ruota da quella comunicativa, che comprende l&rsquo;utilizzo di posta elettronica, blog, chat, forum, mailing list. Seguono poi una serie di accessi a servizi che, fino a qualche tempo fa, restavano un'esclusiva di professionisti.<br /><br />&Egrave; un'opportunit&agrave; recentissima, ad esempio, quella di prenotare ed acquistare in sicurezza biglietti per viaggi o trasporti, o, ancora, quella di leggere e scaricare giornali e news. Che dire poi della possibilit&agrave; di gestire online i propri risparmi e i propri conti corrente? Internet offre vantaggi ineguagliabili sia dal punto di vista dello svago sia da quello professionale: scaricare e scambiare musica e giochi, ascoltare la radio, scaricare software, accedere a servizi pubblici o privati, usufruire di servizi, comprare merce, perfino telefonare e guardare programmi televisivi.<br /><br />(<a href="http://gdominici.wordpress.com/2009/09/03/il-futuro-della-rete/" title="Gianni Dominici blog" target="_blank">Gianni Dominici</a>)<br /> Il commercio online in Italia: trend e numeri http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread13 http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread13 Mon, 11 May 2009 12:00:00 GMT Un recente articolo pubblicato su <a href="http://www.i-dome.com/" target="_blank">www.i-dome.com</a> illustra quali sono le tendenze di acquisto online degli italiani: le regioni che maggiormente si dedicano a questa attivit&agrave;, la profilazione della tipologia di utente e gli oggetti pi&ugrave; acquistati. Emergono dati interessanti: Lombardia e Lazio conquistano la top-ten delle vendite online; libri, abiti e film i beni pi&ugrave; venduti ma anche tanti oggetti curiosi e introvabili come stampe giapponesi e abiti da cerimonia per cani&hellip; Un&rsquo;Italia che da Nord a Sud tutta si collega e acquista, con uno spazio crescente per i prodotti di un artigianato oramai raro.<br /><br /><strong>Negozio online in Italia: +34% nel 2008</strong><br />Si vendono prodotti per zoccoli dei pony, articoli medievali, abiti da cerimonia per cani. La Lombardia prima per imprese e acquisti su internet. Tra le province bene Roma e Milano, Lecco e Siracusa. Viaggi, libri, CD, biglietti per concerti, ma anche prodotti tipici, animali, giocattoli e accessori personali. Sono sempre pi&ugrave; numerosi gli oggetti in vendita su internet e sempre pi&ugrave; italiani comprano ormai online. Sono 4.586 le imprese del commercio elettronico attive in Italia nel 2008, in crescita del 34% dal 2007 e del 610% dal 2004. <br /><br />Lombardia e Lazio sono le regine delle vendite online con rispettivamente il 17,9% (+662% in quattro anni, +40% dal 2007) e il 14,1% (+835% in quattro anni, +39% dallo scorso anno) del totale italiano di settore, seguite dalla Campania (8,5% nazionale) e dal Piemonte (8,2%).<br />&nbsp;<br />Tra le province, prime Roma con 515 imprese, Milano con 437 e Torino con 219 mentre tra le crescite pi&ugrave; rilevanti in un anno si registrano Lecco (+93%) e Siracusa (+87% ). <br />Emerge da un&rsquo;elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al quarto trimestre 2008, 2007 e 2004 e marzo 2009 e da un&rsquo;elaborazione su dati Istat 2008.<br /><br />In particolare, guardando alla Lombardia, sono 823 le imprese del commercio elettronico attive nel 2008, in crescita del 40% dal 2007 e del 662% dal 2004. Milano la regina della vendita online con 437 imprese attive, il 53,1% del totale regionale, in crescita del 39% dallo scorso anno. Seguono Varese (79 imprese, +17,9 dal 2007, 9,6% del totale lombardo) e Brescia (75 imprese, 9,1% del totale lombardo). Dal 2007 le crescite percentuali pi&ugrave; rilevanti si registrano a Lecco (+93,3%), Brescia (+70,5%) e Como (+54,2%).<br /><br /><strong>Chi compra online...</strong><br />Sono soprattutto gli uomini (35% contro il 22% delle donne) e i giovani tra i 25 e i 34 anni (36,5%) ma anche quasi un over 65 su cinque (18,1%). I beni e i servizi pi&ugrave; acquistati sono in primo luogo libri e riviste (27,9%), poi abiti e articoli sportivi (25,8%) e film e musica (20,4%). Film e musica sono gli articoli pi&ugrave; acquistati dai diciottenni, abiti ed articoli sportivi dai giovanissimi, libri e riviste gli acquisti online dagli over 65. E se il 55% di chi compra film e musica online si fa spedire per posta o corriere il proprio acquisto, il 49% di chi acquista software per computer li scarica dalla rete. <br /><br />I pi&ugrave; navigati dello shopping online? Di gran lunga i lombardi (22% di tutti gli italiani che comprano su internet), seguiti da laziali (10,4%) e veneti (9,5%). Sono infatti oltre un milione e trecentomila i lombardi che comprano merci e servizi online. Riguardo ai beni acquistati, i lombardi si dividono in ugual modo tra abiti e articoli sportivi (dal 24,4% di chi compra online) e libri e riviste (24,2%), poi film e musica e software vari (18% ciascuno). Se un lombardo su due (52,9%) scarica da internet i film e la musica acquistati, l&rsquo;83,6% non rinuncia al piacere di sfogliare le pagine per i libri e giornali comprati online scegliendo la consegna postale.<br /><br /><strong>...E chi vende</strong><br />Le imprese del commercio online sono per il 71% ditte individuali. In circa due casi su tre (68,9%) il titolare ha meno di 40 anni, &egrave; quasi sempre italiano (91,4%) e nel 26,9% dei casi donna. <br /><br />Tra i prodotti pi&ugrave; curiosi in vendita: prodotti di bellezza per animali domestici come il grasso igienizzante per zoccoli di pony, parrucche ed extension per capelli, articoli medievali, arredi e accessori in miniatura per dolls house, pesci ornamentali, abiti da cerimonia per cani, addobbi floreali per chiese, orologi a pendolo e soldatini di metallo da collezione o wargame. <br /><br />Le imprese lombarde del commercio online sono per il 63% ditte individuali. In quasi tre casi su quattro il titolare &egrave; uomo (71,9%), quasi sempre italiano (91,3%) e nel 67% dei casi ha meno di 40 anni. E tra i prodotti pi&ugrave; curiosi in vendita: arredi e accessori in miniatura per dolls house, pavimenti in ceramica, fontane con giochi d&rsquo;acqua e piscine, diamanti, perle e gemme preziose, incisioni e stampe giapponesi, abiti da cerimonia per cani.<br /><br />E se si litiga online per un acquisto non andato a buon fine si pu&ograve; conciliare gratis fino al 30 settembre alla Camera di commercio di Milano (Camera Arbitrale): <a href="http://www.risolvionline.com/">www.risolvionline.com</a>.<br /><br />(<a href="http://www.i-dome.com/statistiche-in-pillole/pagina.phtml?_id_articolo=13528.html" target="_blank">i-dome</a>)<br /><br /><em><span>Dati: Camera di commercio di Milano&nbsp;2009-2008-2007-2004 e dati Istat 2008</span></em><br /> Le opinioni online influenzano gli acquisti degli utenti? http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread11 http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread11 Tue, 21 Oct 2008 12:00:00 GMT Un recente articolo di <a href="http://www.emarketer.com" title="eMarketer" target="_blank">eMarketer</a> conferma che le recensioni dei clienti e le opinioni on line influenzano gli utenti nelle loro decisioni d&rsquo;acquisto. Infatti tutte le applicazioni web che permettono all'utente di interagire esprimendo la proprio opinione (come blog, forum, chat, Youtube, Facebook, Myspace...) sostituiscono il meccanismo del passaparola, sempre pi&ugrave; difficile visti i tempi frenetici in cui viviamo.<br /><br /> <div class="itemBodyStyle"> Un risultato molto significativo, che conferma il grande potere di influenzare il mercato degli utenti on line, &egrave; dato dalla ricerca svolta della Opinion Research Corporation effettuata nel Giugno 2008 su un campione di consumatori negli Stati Uniti. &Egrave; emerso che il 61% degli intervistati ha consultato recensioni online, blog e altri giudizi dei clienti su web prima di acquistare un nuovo prodotto. <br /><br />Altro dato interessante derivante dal sondaggio &egrave; che gli utenti ricercano maggiormente le comparazioni di prezzi, in secondo luogo le descrizioni dei prodotti e in ultima battuta le opinioni personali degli utenti gi&agrave; in possesso del prodotto che si desidera acquistare.<br /><br /></div> (<a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006404" title="eMarketer" target="_blank">eMarketer</a>)<br /><br /> I servizi di promozione turistica italiani: un'odissea http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread7 http://www.studiopleiadi.it/it/contents/thread7 Thu, 13 Mar 2008 12:00:00 GMT <div class="postClose">Perch&egrave; un turista dovrebbe decidere di venire (o rimanere) in Italia piuttosto che andare in Spagna, in Francia,&nbsp;in Inghilterra,&nbsp;eccetera? Voi direte subito: per l'arte, la storia, il mare, il sole e... la facilit&agrave; di organizzare il viaggio? No, l'ultima cosa &egrave; meglio non considerarla.<br /><br /></div> <div class="itemBodyStyle"> In media sono circa 9 milioni gli utenti italiani che ogni mese visitano siti sul turismo. Nel 2007 hanno effettuato oltre 7 milioni di ordini on line, con uno scontrino medio di 320 euro, facendo registrare al settore del turismo online un fatturato totale di circa 2,4 miliardi di euro. Proviamo per un attimo a metterci nei panni di uno di questi nove milioni di utenti. <br /><br />Sono italiano e voglio andare a Roma: digito "Roma" su google.it. Il primo sito che mi compare &egrave; quello ufficiale del Comune; in home page ci sono circa 70 link, impegnativo trovarne uno sul turismo... Al secondo posto, un sito sul calcio, segue Wikipedia. Finalmente, il sito ufficiale di Roma Turismo. Clicco su <em>Grandi mostre</em>, poi tento di cliccare qualcosa ma non succede nulla, per cui vado sul link <em>Auditorium</em> e mi si apre un'altra pagina, con musiche dissonanti e nessuna informazione utile... provo con la mappa di Roma: errore! Scelgo <em>Tour Virtuale</em> e compare un omino fumettoso su una strada: cos&rsquo;&egrave;? Sono io? Cerco su <em>Eventi</em>, trovo qualcosa, si aprono pop-up a raffica, la pagina si legge male, tento di stamparla e si apre una finestra bianca. Vado su <em>Alberghi</em> e trovo un elenco telefonico, la mappa non mi aiuta perch&eacute; non ha punti di riferimento, nemmeno dei luoghi pi&ugrave; conosciuti. E questo &egrave; uno dei migliori tra i ben 12 siti "ufficiali" di Roma.<br /><br />Cambio meta: Rimini. Su google.it al primo posto sempre il sito del Comune, ma non mi d&agrave; indicazioni utili per il mio weekend. Provo con riminiturismo.it e rimini.com, ma pi&ugrave; che altro assomigliano ai foglietti commerciali che vengono distribuiti porta a porta con le offerte dei supermercati.Vorrei consigli su cosa vedere, dove mangiare, vorrei essere affascinato, trovare commenti di turisti che sono gi&agrave; stati e mi rassicurano su qualit&agrave;/prezzo dei posti consigliati, vorrei suggerimenti su attivit&agrave; da fare con i miei bimbi. Ma non trovo nulla di tutto ci&ograve;. <br /><br />Decido di andare all'estero: proviamo con la Spagna. Vado su <a href="http://www.spain.info/" target="_blank">www.spain.info</a> e scelgo la lingua italiana. Ecco un sito semplice, chiaro, che &ndash; finalmente! &ndash; mi chiede cosa voglio fare e mi aiuta a organizzare il mio viaggio. Non &egrave; un super portale pieno di informazioni, ma piuttosto un contenitore ordinato che rimanda ad altri siti &ndash; pochi, uno per citt&agrave; o per regione &ndash; per approfondire. Se per esempio cerco Madrid c&rsquo;&egrave; una breve presentazione e poi rimanda all&rsquo;unico &ndash; unico! &ndash; sito ufficiale di Madrid. La stessa cosa succede per molte altre capitali europee, per le quali esiste un unico portale dedicato: London (<a href="http://www.visitlondon.co.uk/" target="_blank">www.visitlondon.co.uk</a>), Paris (<a href="http://it.parisinfo.com/" target="_blank">http://it.parisinfo.com/</a>).<br /><br />Ora invece mi metto nei panni di un turista tedesco che vuole venire in vacanza in Italia. Vado su google.de. Se cerco "London" o "Paris" i primi risultati sono gli stessi che comparivano al turista italiano. Se invece inserisco "Roma" non compare alcun sito "ufficiale" italiano: il primo risultato &egrave; un&rsquo;azienda che produce finestre, poi c&rsquo;&egrave; una giungla di siti, mediamente di pessima qualit&agrave;, che cercano di vendermi Roma. Cos&igrave; come se provo a cercare "Rimini", dei siti "ufficiali" visti prima non c&rsquo;&egrave; traccia. <br /><br />E questa esperienza di ricerca e navigazione &egrave; valida per la maggior parte delle nostre citt&agrave; italiane: noi all&rsquo;estero siamo presenti sul web a "macchie di leopardo", non controlliamo o non gestiamo le informazioni e quindi ci promuoviamo poco e male. Il tutto all&rsquo;interno di uno scenario che invece offre sempre maggiori opportunit&agrave; per le Pubbliche Amministrazioni e gli operatori privati che vogliano realmente&nbsp;intercettare gli utenti, affascinarli e attirarli. E nel quale gli strumenti web 2.0 stanno acquistando sempre maggiore importanza. Qualcuno&nbsp;sta finalmente muovendo i primi passi nella direzione giusta,&nbsp;ma abbiamo ancora un bel po' di cose da fare e da imparare.<br /><br /><em>Questo testo &egrave; stato estratto dalla relazione presentata per Studio Pleiadi da Enrico Franchini al convegno "Turismo e Comunicazione",&nbsp;svoltosi&nbsp;il 12 marzo 2008 a Cesenatico.</em> </div>