Aziende italiane: qual è il vostro grado di SocialMediAbility?
Quante aziende italiane utilizzano i social media e inquadrano questi strumenti in una routine lavorativa ben definita? Sondare la propensione social di piccole e grandi imprese made in Italy ci può aiutare a comprendere la reale ricezione di nuovi canali di comunicazione web e il loro utilizzo declinato al business.
Un'indagine approfondita, condotta tra maggio e novembre 2010 dall'università IULM di Milano, ha portato a stabilire il SocialMediAbility di oltre 720 aziende italiane: un indice interessato a definire l'inclinazione 2.0 in più di un settore industriale (moda, elettronico, alimentare, banche, hospitality e pubblica amministrazione).
Che cosa ne emerge?
I risultati non sono favorevoli a un'ottica che vuole i social media protagonisti di un cambiamento ormai consolidato che non si può ignorare.
Premessa non incoraggiante risulta essere l'utilizzo di almeno un social media per l'intero campione esaminato: parliamo del 32% e sono le aziende più grandi a cimentarsi per lo più su Facebook, mentre l'utilizzo di forum e Socialbookmarking è pressochè inesistente. Una percentuale ancora più trascurabile, il 17%, presenta all'interno del proprio sito un link ad un qualsiasi ambiente social.
Il SocialMediaAbility fornisce un’ ampia prospettiva e una visione d'insieme definita da tre criteri d'analisi fondamentali:
- l'orientamento SM, cioè il lasso temporale trascorso da quando sono stati attivati i diversi canali social
- l’attenzione - cura (gestione), il tempo trascorso dall'ultimo aggiornamento, il numero di contenuti prodotti, la frequenza di aggiornamenti elle eventuali applicazioni e tool realizzati
- l’efficacia, gli utenti per canale, la frequenza di aggiornamento da parte degli user e il numero di contenuti prodotti dagli utenti.
L'indice medio totale delle aziende prese in esame è pari allo 0.79, cifra che tende a dimunuire ulteriormente quando parliamo di medie e piccole imprese.
L’approfondita ricerca indaga ogni singolo settore aziendale preso in esame fornendo più di un dettaglio di interesse, ma vale la pena abbandonare i numeri e concentrarsi piuttosto sulle motivazioni volte a chiarire la generale diffidenza delle aziende italiane nei confronti del Social Media Marketing.
Per spiegare lo scarso utilizzo le aziende esamaninate hanno dichiarato infatti di non conoscere le opportunità strategiche e i canali del web 2.0. Mentre lì dove conoscenza c’è le finalità che spingono ad attivare precisi canali di comunicazione vanno identificate con la volontà di incrementare la visibilità sul web e di creare community per fan e clienti.
Di seguito l'intera ricerca condotta dall'Università IULM di Milano!


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