Dieci domande per valutare il vostro sito aziendale

Siete in grado di valutare il sito della vostra azienda? Queste dieci punti vogliono essere un primo passo per individuare cosa funziona e cosa, invece, può essere migliorato. Perché molto spesso le risposte sono ovvie: tutto sta nel porsi le domande giuste.

1. La homepage trasmette efficacemente cosa fa/cosa produce/cosa vende la vostra azienda?
Aspettate a dire "sì". Appena ne avete la possibilità chiedete un parere a un amico, o a qualcuno che non c'entra con il vostro lavoro. Vi stupirete di quante cose date per scontate non sono affatto comprensibili.

2. Quanti click servono per arrivare a un prodotto/servizio?
Se ci sono promozioni in corso, anche un click di distanza dalla pagina principale è troppo. La homepage deve mettere in evidenza le cose più potenti che siete in grado di offrire. Incanalare il percorso dell'utente nella direzione giusta è fondamentale: cercate di creare un percorso in discesa verso quel che volete che capiti sotto i suoi occhi. Ed evitate come la peste ostacoli e passaggi inutili: se tenete così tanto alla vostra intro animata in flash, forse dovreste togliere dal muro quel calendario del 1998.

3. Esistono strumenti alternativi alla semplice catalogazione per arrivare al prodotto desiderato?
Magari il frigorifero XYZ-6801 è grande il doppio del HJK-9002, ma difficilmente un utente avrà la pazienza di scoprirlo se non gli fornite un percorso alternativo a una sequenza di click infinita nella giungla di sigle dei vostri seicento prodotti. Tutto quello che vorrebbe chiedervi è: "Ce l'avete un frigorifero grande?", e vorrebbe saperlo senza troppo penare, come farebbe davanti al commesso di un negozio. Non è dando risposte complicate a domande semplici che ci rendiamo simpatici.

4. Non state cercando di fare un sito che piaccia a tutti, vero?
Il sito web non è diverso da qualsiasi altra forma di comunicazione: bisogna puntarlo nella direzione giusta. Un sito dedicato alle casalinghe non può essere uguale a quello rivolto agli snowboarder o agli agenti di cambio. Focalizzatevi sul vostro target, e parlate con il suo linguaggio. Se cercate di piacere a tutti, finirete per non essere interessanti per nessuno.

5. I contenuti e le news sono aggiornati?
Non c'è cosa più desolante di cliccare "news" e trovarsi di fronte a un articolo risalente al 2005. Nessuno vi obbliga a mettere una sezione dedicata alle notizie, se non avete voglia/tempo/materiale per comunicare qualcosa con cadenza accettabile. Stessa cosa vale per offerte e promozioni limitate nel tempo: vanno tolte dal sito nel momento stesso in cui scadono, altrimenti daranno lo stesso desolante effetto di un giornale vecchio, o il manifesto di un concerto del mese scorso.

6. I testi delle pagine sono scritti in modo da stimolare la lettura?
Pensare che tutti i navigatori leggano tutto quel che scriviamo è un'utopia, ma almeno facciamo del nostro meglio per non farli scappare. Innanzitutto, usiamo un linguaggio sostenibile e umano: evitiamo di scrivere cose che non saremmo disposti a ripetere a voce alta senza ridacchiare. E poi: sintesi. Scrivere tre righe è maledettamente più difficile che scriverne dieci. Visto che la maggior parte dei lettori si fermerà comunque alla terza riga, tanto vale cercare di dire loro molte cose. E poi: evitiamo combinazioni di colori o font strani, i testi lunghi richiedono un layout pulito e con un contrasto adeguato. Se vogliamo essere letti, offriamo qualcosa di leggibile. In tutti i sensi.

7. I contenuti multimediali (video, audio) sono chiaramente individuabili nella pagina e attivabili/disattivabili facilmente?
Un sito che, una volta caricato, faccia partire automaticamente una canzone o una clip video non richiesta attira su di sé le maledizioni di molti navigatori, e spesso li allontana per sempre. Se proprio non se ne può fare a meno, perché vogliamo assolutamente che l'utente veda ciò che gli vogliamo mostrare (dimostrando di sottovalutare la sua capacità di scegliere cosa può interessargli, ma questo è un altro discorso) facciamo in modo che il contenuto sia ben visibile, insieme ai comandi per interromperlo. Se non vedete il problema provate ad aprire questo sito con l'audio attivato: è un'esperienza catartica.

8. Le diverse aree del sito sono coerenti per colori e impostazione grafica? L'impressione è quella di un sito organico?
Se una casa con la camera da letto viola, la cucina gialla e il soggiorno verde potrebbe persino avere un suo senso, lo stesso non si può dire per un sito web: I colori dominanti devono essere pochi (in linea con quelli del brand) e ben dosati. E tutte le parti del sito devono essere costruite partendo da uno stampo unico, con un'impronta comune. Pur ammettendo variazioni di layout tra una sezione e l'altra, servono dei punti fermi: La testata non deve fluttuare né cambiare di posto o di dimensione, il menu deve essere fisso, il pulsante che riporta alla homepage deve essere sempre raggiungibile. Non c'è nulla di più straniante come avere l'impressione, durante la navigazione, di essere finiti su un sito diverso da quello di partenza. Specie se non è vero.

9. Il sito è ottimizzato per i motori di ricerca? Le parole chiave ricorrono nella giusta misura?
Può sembrare ovvio, ma non nominare mai il nostro prodotto non è la migliore delle strategie: se vendete forni, non vale la pena ingegnarsi a cercare perifrasi ardite per evitare di dire la parola "forno". Specularmente, evitiamo di esagerare nell'altra direzione: ripetendo sei volte il nome della nostra azienda nella stessa frase, si dà l'impressione di prendere i navigatori per stupidi. Siate didascalici quanto basta, ma evitate a ogni costo la ridondanza. Usate le parole chiave e, soprattutto, ottimizzate le title e le description delle diverse pagine: servono.

10. Avete uno stile?
Questa è la domanda più importante e la più facile a cui rispondere. L'impatto estetico del sito è direttamente collegabile al marchio dell'azienda e al suo stile di comunicazione? Il sito "trasmette" qualcosa, al di là dei testi? Basta un solo colpo d'occhio, nemmeno mezzo secondo, per rispondere alla domanda. Ma se avrete risposto affermativamente agli altri nove punti, è probabile che la risposta sia sì. Continuate così.

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